La Storia

DAL MEDIOEVO AD OGGI
L’abitato è posto in una zona che fu abbastanza frequentata durante il Medioevo perché vi transitava la ‘Strada Regina” che attraversava in territori di San Leonardo ed Ospedaletto; quest’ultima località conserva ancora le vestigia di un antico ospizio per i pellegrini.
A Linarolo vi sono due fabbricati di origine signorile che potrebbero essere la reviviscenza di costruzioni più antiche. Si tratta, precisamente, di un palazzo che prospetta sulla piazza della Chiesa e mostra uno stemma nobiliare sulla facciata, e della villa Nocca, in Via Manzoni, con insito un bel giardino all’italiana. Entrambe le costruzioni risalgono ad un’epoca settecentesca.
Nella piazza antistante la Chiesa si nota pure una torricciola Medioevale con fascia decorativa in cotto; essa fa parte del cascinale che fu di proprietà dei Calderara fino all’epoca moderna. Il palazzo è stato di recente ceduto dall’Ospedale Maggiore di Milano a privati che hanno in animo la completa ristrutturazione.
L’ipotesi che il citato palazzo possa essere sorto sulle rovine di un castello non è affatto azzardata dal momento che la tradizione ricorda che un robusto fortilizio quadrilatero sorse in paese intorno al secolo XIII e fu demolito o distrutto, per cause imprecisabili, verso il secolo XVII. Tale rocca appartenne inizialmente ad un tale Pietro Rango, indi fu devoluta ai nobili Cane o Cani, Signori di Linarolo, Albuzzano a Miradolo. Nei 1380 fu donata da Edoardo Cane, fu Marco, unitamente ad altri beni all’Ospedale e Chiesa di S. Antonio Viennese, sedenti hi Pavia fuori Porta S. Vito (l’attuale Porta Milano). All’uno ed all’altra erano addetti frati ospitalieri dipendenti da un’abbazia eretta a Vienne, città del Deifìnato.
Risulta che nel 1406 codesti religiosi investirono il castello ed i beni di Linarolo per l’annuo canone di 50 fiorini (non si sa però a quale tìtolo) ai nobili Tommaso e Giovanni Beccaria. Successivamente, stretti da necessità finanziarie, gli stessi religiosi alienarono (1422) tutto il coacervo patrimoniale locale a Giovanni Beccaria fu Franceschino per 180 ducati, con l’obbligo di versare annualmente alla loro Chiesa di Pavia 50 fiorini. In seguito Linarolo fu incluso nel Vicariato di Belgioioso, soggetto alla Casa d’Este, ma annoverò fra i propri feudatari anche il nobile pavese Carlo Antonio Mezzabarba ed il Conte Leonardo Calderaio, marito di Camilla Mezzabarba, figlia del predetto Carlo Antonio. Possessori di beni in Linarolo furono contemporanemente, oltre ai Beccarla ed ai Mezzabarba, anche i Conti Lonati, i Conti Salema-Opizzoni, la Commedia di San Guglielmo, il Collegio dei Notai di Pavia, il Capitolo dì San Michele, la Canonica di S. Maria Gualtieri ad il Monastero di S. Pietro in Ciel d’Oro (Giuzzi).
Vi è anche da segnalare che in località Vaccarizza è posizionato un Cristo scolpito su marmo risalente al secolo XII che attualmente trova la sua consona posizionatura nella cappella creata a tale scopo dai sigg. Moro-Martinoli.